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NoPlace.Space here we are!
September 27, 2016
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Metti un giorno di metà settembre. Metti una città in provincia di Mantova. Metti 600 artisti riuniti.
Ecco che ottieni NoPlace.Space , progetto vincitore della 49° edizione del Premio Suzzara, la cui tradizione ha origine nel 1948 e che, lo scorso 17 settembre, ha vissuto il suo ennesimo, seguitissimo momento topico.

Ma cos’è NoPlace.Space ? È un esperimento sociale, una mostra, un incontro della durata di un giorno che si propone di uscire dalla logica delle mostre d’arte consolidate, quelle in cui il curatore sceglie il tema e l’artista - o gli artisti - da esporre.
NoPlace.Space è infatti un evento artistico la cui operazione è stata concepita secondo un meccanismo a “rizoma”, basato su quattro livelli per cui ogni partecipante è contemporaneamente artista e curatore, ed è chiamato a coinvolgere (e a coordinare) altri partecipanti, in modo tale da creare un meccanismo di relazioni a catena: l’artista che crea l’origine ha invitato un massimo di quattro artisti (qui siamo al secondo livello del rizoma), che a loro volta hanno chiamato un massimo di altri tre artisti (terzo livello), i quali, infine, hanno scelto altri due autori (quarto, e ultimo, livello).
Nessun premio per i partecipanti, se non quello dell’ospitalità: tutta la città di Suzzara, con i propri abitanti, è stata coinvolta per accogliere gli artisti venuti da ogni parte d'Italia.
Così, sabato 17, sono stati messi a disposizione diversi punti per l’evento, tra cui lo spazio museale sia nella parte interna che in quella esterna, il centro culturale Piazzalunga e lo spazio del centro durante il mercato e la sagra cittadina.

Tra coloro che hanno preso parte all’evento anche alcuni protagonisti di Non Riservato. Simona Da Pozzo di Ex-Voto ha realizzato il progetto Arthic . Nei giorni precedenti all’evento ha coinvolto alcuni artisti interessati a fare la conoscenza di veri suzzaresi; poi, una volta arrivata in loco, ha contattato abitanti che volevano passare del tempo con uno degli autori indicati sulla lista, per parlare delle opere portate o per stare in semplice compagnia, magari al bar davanti a un caffè, in una condizione di quotidianità.

Il progetto 49 volte qui è invece di Isabella Mara di Asterisma e prevede una serie di 49 pezzi: si tratta di piccoli collage in cui la carta è stata piegata andando a formare una casa-origami, sulla quale l'autrice ha realizzato interventi a collage e inchiostro. 38 di essi sono stati distribuiti ad artisti incontrati durante la giornata, mentre gli 11 restanti sono divenuti parte della collezione del Museo del Premio Suzzara, insieme all’elenco degli artisti coinvolti nell'iniziativa.

Anche un’altra artista di Asterisma, Emilia Castioni ha preso parte al progetto. "Quando sono stata invitata da Isabella Mara a partecipare a Noplace ho pensato subito all’enorme quantità di persone che avrebbero interagito tra di loro" afferma. Da qui quindi l’idea di partire con 50 “esserini magnetici”, che da anni sono presenti nei suoi lavori e viaggi e, dopo averli attaccati su diversi supporti metallici, ha invitato passanti e curiosi a portarli a casa.
"L’idea è quella di diffondere delle piccole parti del proprio lavoro artistico, in modo da ottenere connessioni produttive in qualsiasi direzione, allineandomi in questo modo col tema centrale dell’evento: “il Rizoma".

Più info su: www.premiosuzzara.it - www.noplace.space

Giulia Di Cio

Immagini di Ylbert Durishti

"Arthic" di Simona da Pozzo
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49 volte qui di Isabella Mara
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opera di Emilia Castioni
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Immagine della performance di Diana Adele Dorizzi
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Performance fuori dalla Galleria del Premio
Imgur

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