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Until Proven Otherwise / on the evidence of the first Photos
October 09, 2015
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Vi siete mai chiesti a chi appartenga il primo “selfie” della storia, quale sia la prima immagine modificata in Photoshop o la prima scattata con un cellulare? Francesca Seravalle - premiata curatrice, ricercatrice e project manager attiva tra Londra e Venezia – di domande sulle "prime foto" se ne è poste parecchie (per nostra fortuna) dando vita a un particolarissimo archivio in progress: Until Proven Otherwise.

Abbiamo avuto l’occasione di percorrere alcuni momenti di questa insolita ricerca grazie a Planar un centro per la fotografia fondato poco meno di un anno fa a Bari e già importante punto di riferimento non solo per la città, che dalla fine di settembre ha ospitato per alcuni giorni una selezione della mostra Until Proven Otherwise , già vincitrice del Paul Hilla Award ExposureFORMAT15 .

E usiamo la parola “percorrere” non solo in senso figurato, ma fisico. In occasione di questa tappa barese, infatti, Francesca Seravalle e i curatori di Planar hanno scelto di occupare non solo gli spazi espositivi interni e la bella terrazza dell’Hotel Imago dove l’associazione ha radicato la sua sede, ma di uscire per le strade vicine, componendo con le foto in formato manifesto un vero e proprio percorso in una delle storie possibili della fotografia. Una scelta, questa, che pone in essere un atto quasi pedagogico, un andare incontro al pubblico, ricevendone in risposta anche reazioni inaspettate, come lo strappo notturno del manifesto della sequenza del bacio realizzata da Muybridge tra il 1872 e il 1885 (un bacio saffico a causa delle restrizioni dell’epoca).

Passeggiando con Francesca Seravalle si scoprono aneddoti poco noti su foto già celebri e storie curiose su foto poche note, perché ad ogni foto corrisponde un lungo lavoro di indagine per confermarne o smentirne l'autenticità da "prima volta". Lo sapevate che il primo jpg fu fatto da una scansione del calendario centrale di Playboy nel Novembre del 1972 trasformando Lena Soderberg nella playmate più nota tra i grafici di più generazioni? Il primo selfie? E’ l’autoritratto di Peter Cornelius (1839) e ci sono voluti diversi minuti di posa per realizzarlo. Maggiori dettagli:www.thefirstphotos.com

Per chi non conosce Bari (e per chi ignora i romanzi di Carofiglio), il nome Libertà certo non può evocare uno dei suoi quartieri più popolari, a pochi isolati dalle vie dello shopping. A Libertà Antonio Ottomanellie Anna Vasta - tra i soci fondatori di Non Riservato - insieme a Letizia Trulli e Francesco Stelitano hanno deciso di dare vita nel 2014 a uno spazio per la fotografia che è al tempo stesso luogo espositivo, di ricerca, dibattito, formazione, collaborazione. Una ricerca rigorosa attorno ai temi della fotografia, come strumento di indagine del contemporaneo e di conoscenza, di memoria e analisi, che qui prende tonalità cosmopolite, conviviali, invitanti non solo per gli addetti ai lavori che qui hanno già trovato un luogo di confronto, ma anche per i profani. Se avete in mente un viaggio in Puglia, date un'occhiata a quello che Planar ha in programma, vale sempre una visita, anche solo per sfogliare alcuni dei volumi a disposizione dei visitatori, sorseggiando un buon vino del territorio. planar.ch.

Prima foto con il cellulare. Philippe Kahn 1997

Primo autoritratto. Peter Cournelius 1839

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Antonio Ottomanelli, Anna Vasta, Letizia Trulli, Francesco Stelitano di Planar Imgur

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