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A spasso per Parigi, in cerca di visioni
31 agosto 2015
Nrparigi

Si approfitta anche del tempo lento dell'estate per sbirciare tra le possibilità delle città e dei suoi spazi pubblici già sperimentate altrove, trovare ispirazione, imparare dagli errori di altri. In particolare, è bello ritrovare in un giardino comunitario o in una struttura abbandonata e riutilizzata a molti chilometri di distanza da Milano le tracce del discorso sulle città e i suoi abitanti che Non RIservato - e non solo - sta affrontando.

In un tempo ristretto e in un mese, agosto, decisamente non propizio per ricerche di questo tipo, è stato bello scoprire in posti nascosti alcuni dei Jardins partagés di Parigi. Sono più di un centinaio, sparsi per tutta la città, in gran parte molto piccoli, alcuni sui tetti altri sulle imbarcazioni, quasi tutti nati in convenzione con il programma Main Verte, promosso dalla Ville de Paris nel 2003 . Non solo giardini comunitari, l'agricoltura urbana della capitale francese conta anche degli orti, dei frutteti, dei vigneti e ben 600 arnie sparse tra i suoi spazi verdi, oltre a quelle ormai celebri sulla cupola dell'Opera Garnier(http://www.miel-paris.com/portfolio/mes-ruches-a-paris-opera-palais-garnier).

A Parigi si trovano anche dei modelli ben riusciti di trasformazione di spazi produttivi e industriali in luoghi per la cultura con una forte connotazione sociale. Primo fra tutti, l'immenso Parc de La Villette (http://lavillette.com), centro multidisciplinare a vocazione produttiva immerso nell'omonimo parco, tra i più estesi della città, inaugurato nel 1993 sugli ex-macelli voluti da Haussmann nella seconda metà dell''800. In una zona semiperiferica a nord-est, il Parc de La Villette ha al suo interno sale per lo spettacolo dal vivo, spazi espositivi, aree gioco a tema e molto altro, come la celebre Cité des Sciences. Una programmazione invidiabile durante l'inverno, per avvicinare un pubblico eterogeneo alla cultura, una programmazione ridotta durante l'estate ugualmente invitante e ugualmente accessibile. Vale sempre la pena farci un salto: un concerto, un film all'aperto, un giro in giostra, un po' di sport o una balera di swing aperta a tutti può sempre capitare.

Sulla stessa linea e ancor più radicale nel suo intento di integrazione della cultura con il suo contesto sociale è il più recente Centequatre (www.104.fr). Inaugurato nel 2008 in una struttura che ospitava le pompe funebri parigine, nel 19° arrondissement, il Centequatre è diventato in breve tempo un punto di riferimento per tutti i sostenitori di una politica culturale orientata al contemporaneo con i piedi ben radicati nel proprio territorio. Al Centequatre vengono prodotti e ospitati spettacoli, accolti artisti internazionali in residenza, organizzate mostre, ma anche promosse attività per il quartiere. Il centro infatti collabora costantemente con le scuole della zona, offre consulenze per le start up e per l'inserimento lavorativo e riserva diversi spazi alle attività amatoriali.

Una piccola parentesi: La Villette ha un bilancio annuale di circa 38Mil. di euro, di cui circa 25Milioni di euro. di sovvenzioni. Il Centequatre ha un badget annuale circa 12Milioni di euro, il 75% da sovvenzioni pubbliche. La sua ristrutturazione del costo di 110 Milioni di euro è stata interamente sostenuta da sovvenzioni. Meditate gente, meditate...

Le ultime considerazioni su questo breve soggiorno parigino, vanno al Ground Control (https://www.facebook.com/GroundControlParis) un "Bar éphémère, libre & curieux " che, per il secondo anno consecutivo anima l'estate parigina installandosi in un luogo abbandonato della città. Fino al 14 ottobre, sdraio, pollaio, orto, calcio-balilla, bar, djset, yoga, brocantage occuperanno i binari e i vecchi depositi di una stazione delle ferrovie francesi sulla strada per Clignancourt. Nonostante le buone intenzioni dell'organizzatore e l'indiscutibile fascino del luogo, Ground Control è decisamente popolato da Bobò. Il che di per sé non è un male. Quello che salta subito all'occhio, però, è l'abissale differenza tra la popolazione del quartiere che si incontra arrivando dalla fermata della metropolitana e quella rinchiusa in ciò che finisce con l'assomigliare a una riserva.

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