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GRANDI OPERE
21 settembre 2015
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E' notizia di questi giorni la richiesta di 8 mesi di reclusione per lo scrittore napoletano Erri De Luca. La sua colpa aver sostenuto il movimento dei NoTAV e le ragioni del sabotaggio. Tra le motivazioni del PM la responsabilità di chi scrive. Si arriva a citare Primo Levi “Abbiamo una responsabilità, finché viviamo. Dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno” . E' necessario condannare De Luca - sostiene il PM - perché uno scrittore di fama internazionale come De Luca non può che esercitare un'enorme influenza su un movimento di protesta.

Senza entrare nel merito del caso giudiziario, senza considerare l'impunità riservata a istigazioni alla violazione dei diritti fondamentali elargite con orgoglio da schiere di politici e limitandosi a sorridere di una così grande considerazione nei confronti del potere esercitabile da uno scrittore in un Paese dove si legge così poco, resta il tema delle Grandi Opere e del ruolo che i cittadini comuni possono, devono, dovrebbero, non dovrebbero avere nella loro realizzazione.

Non Riservato ha molto a cuore lo spazio pubblico. E c'è un legame profondo tra Grandi Opere e spazio pubblico. Ponti, strade, ferrovie e non solo, sono sotto di noi, sopra di noi, occupano il nostro orizzonte, modificano il paesaggio, alterano l'aria, i bacini d'acqua, le coste, la tradizione di un luogo, le abitudini di diverse comunità, le relazioni tra città e campagna, tra le persone all'interno delle città.

Non positive né negative di per sé, alcune di loro hanno ormai acquisito o stanno acquisendo un valore simbolico che non si può ignorare. E sempre di più stanno prendendo forma a Nord come a Sud movimenti spontanei a difesa del territorio, delle coste, a tutela del diritto di decidere insieme, cittadini e istituzioni, del destino del Paesaggio.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di Grandi Opere? Difficile districarsi tra le poche notizie che circolano, che più che informare sembrano costruire fazioni pro e contro.

Un punto di partenza è l' Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere un progetto a cura di Antonio Ottomanelli / Planar con la collaborazione dei soci Non Riservato IRA-C e Parasite 2.0.

Il 29 Settembre 2015 alle ore 18 presso la Triennale di Milano - Teatro Agorà, saranno presentati in anteprima i risultati del primo anno di attività dell'Osservatorio sulle Grandi Opere insieme ai fotografi: Andrea Botto Gaia Cambiaggi Martin Errichiello Filippo Menichetti Marco Introini Allegra Martin Maurizio Montagna Armando Perna Filippo Romano Marcello Ruvidotti Francesco Stelitano.

"Si affronterà il tema delle Grandi Opere, così complesso e controverso, a partire da una profonda conoscenza dei territori che ne sono storicamente esempio e teatro. Guardando al paesaggio come geografia antropologica della memoria; imparando dai segni e dalle lotte che hanno marchiato coscienze e corpi, e che sono diventati parte del carattere dei luoghi e delle comunità. Si parte dalla Calabria, e pian piano anno dopo anno si attraverserà il continente. Caso dopo caso, con ordine puntuale."

L’Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere nasce come evoluzione del progetto The Third Island. Un progetto di ricerca documentaria, presentato all’interno della sezione centrale Monditalia - XIV Mostra Internazionale di Architettura - la Biennale di Venezia.

Clicca qui per maggiori informazioni sull'Osservatorio sulle Grandi Opere

Foto di Antonio Ottomanelli

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