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La sottile linea rossa
08 ottobre 2015
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È arrivata l’ora di scrivere due righe su una sottile linea rossa.

Quella che Sabato 3 ottobre, senza preavviso, ha attraversato Milano: una striscia rossa di tessuto non tessuto, un banner, una grafica, una tovaglia. Un’azione, un flash-mob, un’invasione. Sì, ma qualcosa di più. Sono istanti di improvvisa condivisione che irrompono nelle singole e personali routine di semplici passanti, per renderli complici di qualcosa che va oltre il proprio isolato e sempre più intimo momento di confessione col proprio smart phone. Essere coinvolti. Diventare parte senza chiedersi di cosa, senza vedere l’obiettivo, ignorando compiti, commissioni e lavori, per creare l’effimero.

Il gesto pubblico, istantaneo, pensato dai Podisti da Marte per le strade brulicanti di shopping, sms, brand, insegne, strilloni, vigilanti, mail e scontrini è questo. Appare subito per scomparire poco dopo.

Se però, come ci ricordano i marziani citando Rudyard Kipling, “tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa”, dove sta oggi questa follia? Nell’imprevisto di un’azione invadente e inutile, o nell’assidua ripetizione del previsto, così da riempire forzatamente quella routine inventata per essere utile?

È così che il filo rosso ha cucito assieme, per qualche secondo, i passati di Darsena, Corso Vittorio Emanuele e Parco Sempione, con pochi strumenti, risorse limitate, ma una grande dose di persone.

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