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Non Riservato e l'era del Post-Capitalismo
26 settembre 2015
Inernazionale1

La copertina del settimanale Internazionale di questa settimana ha come titolo: La fine del capitalismo è cominciata. Nell'interessante articolo di Paul Mason pubblicato da The Guardian, con postcapitalismo viene indicata una nuova era dell'economia che - anche se non abolirà il capitalismo - trova nella solidarietà, nello sharing, nelle banche del tempo, nelle attività in rete una valida alternativa al sistema capitalistico così come lo conosciamo e al tipo di società che ha prodotto. Una società in cui l'individualismo ha preso il posto del collettivismo e della solidarietà.

Tra le altre riflessioni, Mason attribuisce all'immaginazione un ruolo cruciale nel cambiamento. "Nel post-capitalismo il potere dell'immaginazione diventerà centrale. In una società dell'informazione nessun pensiero, nessun dibattito e nessun sogno è sprecato, che nasca in un campeggio, nella cella di una prigione o nella sala da biliardo di una start-up". Questa evoluzione sotterranea è in corso e si sta sviluppando a partire dal 2008, ovvero dall'inizio della crisi economica che ha investito praticamente tutto il mondo.

Nella sua lunga analisi, Mason non può che segnalare come i professionisti dell'economia abbiano a malapena notato quello che ormai da anni si sta muovendo nel mondo.

Leggendo questo articolo, abbiamo ritrovato le ragioni stesse di Non Riservato, molte delle sue riflessioni, alcune delle sue previsioni, tutti i suoi principi.

La molla che tra il 2011 e il 2012 ci ha portato a promuovere una mappatura capillare e degli incontri sui quei soggetti che a Milano da qualche anno stavano proponendo in sordina sistemi innovativi di gestione del tempo libero, degli spazi pubblici, dei beni comuni, ovvero la molla che ha portato alla nascita di Non Riservato è stata proprio la sensazione che intorno a noi, a Milano, in quel momento così difficile, stesse succedendo qualcosa di nuovo.

"Questa prima mappatura ha permesso di delineare un’immagine inedita della città, nella quale le coordinate tradizionali centro/periferia sono sostituite da altre più trasversali, caratterizzate da un crescente desiderio di partecipazione attiva e di riscoperta dei propri quartieri da parte di una (ri)nascente comunità. Insomma, l’isolamento e lo sgretolamento del tessuto sociale, conseguenti all’esaltazione dell’in- dividuo a scapito della dimensione collettiva dettata dalle politiche neoliberiste, stanno dimostrando di essere processi non solo reversibili, ma di fatto ripetutamente contraddetti da pratiche che, sebbene ancora sparse, riguardano un numero sempre crescente di persone. Lo spazio in cui si sta giocando questa partita deter- minante per delineare un possibile futuro alternativo ad una certa sfiducia esistenziale e al barricamento dietro le mura domestiche, è la “piazza”. Piazza/ agorà, lo spazio né privato né pubblico, ma più esattamente privato e pubblico al tempo stesso, in cui possono nascere e prendere forma idee quali “bene pubblico”, “società giusta”, o “valori condivisi” , di cui Zygmut Bauman denuncia la scomparsa. " Scrivevamo nel 2013 in occasione della presentazione di Non Riservato alla Biennale dello Spazio Pubblico di Roma, all'interno della sezione Città Open Source.

E ancora, sulle modalità da adottare e le ragioni per la creazione del network Non Riservato: "L’idea del network e la creazione di una piattaforma come modalità operativa sono il frutto di una comune visione della società, del lavoro e dell’economia, secondo i principi della cooperazione, della sharing-culture, dell’accesso open source alle informazioni e ai progetti, della relazione e dello stare insieme. Solo attraverso queste modalità,Non Riservato riuscirà a mettere a sistema un importante patrimonio umano, culturale e artistico di organizzazioni creative, collaborando con le Istituzioni più attente e promotrici di un rinnovamento delle policy in materia di creatività e socialità. "

E per finire: "Un momento di incertezza e di disillusione nelle possibilità infinite di un modello economico, politico e sociale fino ad ora dominante, può essere interpretato come occasione di ripensamento di quelle stesse regole e di formulazione di nuove modalità più rispettose del bene collettivo, nelle quali le relazioni tra individui possano ritrovare la centralità perduta. In questo senso le organizzazioni creative, le imprese sociali, le associazioni sportive, i comitati cittadini potrebbero davvero fare la differenza, stimolando un riavvicinamento delle persone alla gestione diretta degli spazi comuni, alla loro presa in cura. Con questo non si intende sottrarre le Istituzioni alle loro responsabilità, ma trovare possibili vie di collaborazione e di responsabilità condivise tra pubblico e privato, riconoscendo, però, alle diverse professionalità impegnate in questo senso il giusto valore sociale ed economico."

Non Riservato è un laboratorio permanente di sperimentazione economica, produttiva, gestionale, sociale. Oggi più che mai, sperimentare nuove formule più "umane" di collaborazione, affidare alla creatività l'ideazione di nuove opportunità di sviluppo e sostenibilità è urgente e necessario.

Sostenere Non Riservato è partecipare a una scommessa sulle potenzialità di queste vie alternative. Al Bando Che Fare 3 vota Non Riservato, scommetti sull'immaginazione e sul cambiamento. Vota QUI

Per conoscere meglio Non Riservato, esplora le pagine "Chi siamo" su questo sito.

L'intero contributo per La Biennale dello Spazio Pubblico è disponibile on line dalla pagg. 100-104). Clicca QUI

L'articolo di Paul Mason è su Internazionale n.1121 - anno 22

L'originale in inglese è disponibile on line. Clicca QUI

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