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03 marzo 2016
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Lo scorsol 10 febbraio è stato presentato alla Triennale di Milano il volume Energy Box. Urban Art Renaissance. Milano. La prima grande mostra a cielo aperto, il catalogo edito da Skira del progetto ideato da Davide “Atomo” Tinelli, con il contributo di A2A, Fondazione Aem e il patrocinio di Comune di Milano.

Parte di Urban Art Renaissance, esposizione di arte urbana a cura di Nicolas Ballario con la direzione creativa di Fabio Rotella realizzata da agosto a settembre 2015 nell’ambito del calendario di ExpoinCittà, Energy Box ha coinvolto più di 50 artisti internazionali nella trasformazione di circa 150 grigie centraline semaforiche in oggetti d'arte, fruibili da tutti. Una vera e propria galleria a cielo aperto che attraversa Milano in lungo e in largo, dalla Loggia dei Mercanti a Zona Tortona, dalla Bicocca alla Fabbrica del Vapore, passando da Brera, San Vittore e i Navigli.

Nel corso di una sessione live di dieci giorni a settembre 2015, gli artisti selezionati da Atomo con la supervisione dello storico e critico d'arte Fulvio Caroli, hanno creato per la città piccole opere agli angoli delle strade, disseminando colore e la propria visione estetica in oggetti funzionali ma tradizionalmente anonimi. E lo hanno fatto con il sostegno di passanti e residenti.

Un bel cambio di rotta se si pensa che, solo lo scorso anno, i volontari di Bella Milano avevano ripulito in un eccesso di zelo il murales realizzato dallo street artist Pao e dalla writer Linda nella piazzetta di via Cesariano nel 2001, scatenando l’ennesimo dibattito attorno al valore artistico di queste opere. Un dibattito che prova a ricomporsi nell'alleanza tra istituzioni, privati e artisti nella creazione “legalizzata” di opere d’arte pubblica, in spazi determinati scelti spesso in collaborazione con gli abitanti di quelle zone, attraverso esperimenti come i milanesi Energy Box , Cler (progetto di arte pubblica sulle saracinesche ideato da Art Kitchen nel 2013), Urban art museum (30 tombini d'artista realizzati nel 2015 a Niguarda con i sostegno dell'Assessorato ai Lavori Pubblici e Arredo Urbano) o la mostra Sopra il Sotto promossa da Metroweb con la Camera nazionale della Moda in via Montenapoleone.

E diversi sono gli episodi di questa alleanza sparsi per l'Italia e nel mondo.

Torino, ad esempio, è sede dagli anni Novanta il Museo d'arte Urbana , un progetto di riqualificazione nato dal basso con un primo nucleo di opere nel quartiere operaio ottocentesco Borgo Vecchio Campidoglio. Il Mau è sostenuto da privati, Regione Piemonte e Comune di Torino che nel 2011 lo ha riconosciuto ufficialmente come nuova struttura museale cittadina. Ad oggi il Mau ha affidato la realizzazione di circa 150 opere murarie a un centinaio di artisti, molti dei quali emergenti.

Sempre nel torinese, è stato avviato nel 2014 B.Art. Arte in barriera, un bando internazionale per ridare vita a 13 facciate cieche di edifici pubblici e privati presenti nel territorio di Barriera di Milano, storico quartiere a Nord della città. Promosso dalla Fondazione Contrada Torino Onlus, Città di Torino e Comitato Urban Barriera di Milano all'interno del programma di Sviluppo cofinanziato da Regione Pienonte, Comune di Torino e Comunità Europea Urban Barriera , il bando è stato vinto dallo street artist Millao e dal suo concept in bianco e nero.

Anche Roma ha il suo Museo a cielo aperto: si chiama M.U.R.O. Museo di Urban Art di Roma ed è stato fondato nel 2010 dall'artista David "Diavù" Vecchiato con una serie di murales al Quadraro. A Roma come a Milano, l'obiettivo è stimolare un Rinascimento dell'Arte Pubblica Contemporanea, creare percorsi d'arte fruibile da tutti in diverse zone della città, rispettandone lo spirito dei luoghi. Ancora a Roma, segnaliamo il collettivo Walls . Con la direzione artistica di Simone Pallotta, Walls ha portato avanti negli ultimi anni molti progetti di arte urbana in diversi quartieri della città, collaborando con Comune di Roma, Regione Lazio e altri enti o aziende locali. Tra i suoi lavori, quello avviato nel 2014 a San Basilio, SanBa, una rigenerazione che passa dal coinvolgimento attivo dei residenti. Il Comune di Roma, tra l'altro, è promotore di un particolare protocollo di intesa tra istituzioni, imprese, artisti, cittadini, l'Urban Act, un tentativo di trovare strade alternative in grado di contenere e di convertire il fenomeno del writing in qualcosa di positivo e costruttivo, attraverso l'individuazione di “Muri legali” ovvero di spazi messi a disposizione dal comune a coloro che vogliano esercitare la propria arte.

Percorsi d'arte a cielo aperto sull'esempio della East Side Gallery a Berlino, per riabituare al bello, avvicinare l'arte alla gente, a volte per imprimere un marchio, più di frequente per ridare dignità a zone periferiche spesso degradate. E perché no, street art "legalizzata" come deterrente contro scritte messe a caso un po' ovunque. Street Art vs Vandalismo, insomma, in una sorta di lotta biologica urbana.

Per saperne di più:

www.energybox2015.it

www.museoarteurbana.it

http://muromuseum.blogspot.it

http://onthewalls.it

Nella foto: Zibe - EnergyBox

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